Rivoluzione in Romania

Caduta del regime di Nicolae Ceaușescu,

Rivoluzione in Romania

Caduta del regime di Nicolae Ceaușescu,

La rivoluzione Rumena

Il 17 dicembre una prima manifestazione antigovernativa tenuta da studenti e lavoratori finisce in un bagno di sangue: la polizia segreta la micidiale Securitate insieme all’esercito spara sulla folla.
Un altro raduno il 21 dicembre in Piazza del Palazzo ( chiamata poi Piazza della della Rivoluzione ) degenera, la popolazione di Bucarest insieme a quelle di altre città come Timișoara affronta l’esercito e la Polizia alzando barricate in centro, le proteste dilagano in poco tempo in tutto il paese.
La risposta dello stato sono i carri armati usati per travolgere molti manifestanti nelle piazze uccidendoli, i soldati ricevono gli ordini di aprire il fuoco sui manifestanti il 22 dicembre i morti nella sola Bucarest sono più di 500. Le proteste non si fermano e il 24 dicembre Bucarest è ormai una città in guerra. Alle 21 e 30 del 22 dicembre del 1989 il mio nuovo teledrin inizia a vibrare. Richiamo subito l’Agenzia. “Hanno chiamato da Repubblica, un loro inviato insieme al fotografo sono stati feriti gravemente a Timiș oara in Romania. La croce rossa tramite una staffetta sta andando a recuperali devi partire per raccontare quello che sta succedendo li. La mattina successiva il pullman ci attende sotto la sede della protezione civile dietro Piazza Cavour alle 7, 00, sono contento perchè vedo volti familiari:
Maurizio un fotogiornalista del Tempo con cui abbiamo fatto diversi servizi fino a due anni prima, Antonio dell’Ansa che considero un vero amico, un paio di vecchie cariatidi della Rai con cineoperatori al seguito un po' spocchiosi e Gaetano un fotografo free lance molto simpatico con barba e cappelli rossi che sembra uscito da un film sui vichinghi. Atterriamo fnalmente a Bucarest dopo un volo di 8 ore, i carri armati sono sempre sulla pista anche se posizionati ai lati, sulle torrette con il tele riesco a vedere i soldati con le mani sulle mitragliatrici pesanti “adesso non riprenderli -mi dice Antonio- sono tutti nervosi potrebbero prenderla male” mi sembra un buon consiglio e rinfodero subito l’attrezzatura nella borsa.
Vediamo dei veicoli militari bruciare in lontananza e la neve a perdita d’occhio ricoprire ogni cosa. Mentre aspettiamo di poter uscire, ci sono delle esplosioni molto forti al di fuori dell’aerostazione che scuotono i vetri con un boato sordo, ci dicono che dei “ribelli” stanno provando ad assaltare l’aeroporto.
I soldati caricano le armi e ricevono ordini, con Antonio, Maurizio e Gaetano riprendiamo la scena che dura pochi minuti e poi li seguiamo fino al perimetro esterno mentre rispondono al fuoco correndo. La situazione è tesissima: molti militari si sono rifiutati di obbedire agli ordini di sparare sulla folla nei giorni scorsi disertando, mentre gli uomini della Securitate la Polizia politica del regime in borghese ancora fedele a Ceaușescu è a caccia di traditori e spie. I soldati di guardia all’aeroporto non sanno più contro chi stanno sparando e se valga ancora la pena di rispondere al fuoco indossando la divisa. Regna una totale confusione e non possono fidarsi di nessuno, anche molti dei loro ufficiali disertano tornando a casa. La sparatoria termina veloce come è iniziata, noi intanto riusciamo ad uscire dall’aeroporto cercando un taxi che possa portarci nell’albergo consigliato dalla Farnesina, in teoria quello più riparato e distante da Piazza della Rivoluzione.

© 2025 Francesco Toiati • Tutti i diritti riservati

• © 2025 Francesco Toiati
Tutti i diritti riservati

error: Content is protected !!